Torniamo a parlare di una malattia insidiosa, dolorosamente declinata al femminile e che rappresenta una delle emergenze sociali più gravi e urgenti da affrontare, non solo in relazione all’aumento dell’aspettativa di vita, ma anche per i vertiginosi costi diretti ed indiretti correlati alle fratture da fragilità

Numeri che devono farci riflettere…

Il 15-18% di tutte le fratture è dovuto a osteoporosi (1 ogni 3 secondi nel mondo). Il 61% delle fratture sono a carico delle donne. Una donna su tre, dopo i 50 anni, subisce una frattura da osteoporosi . Una donna su sei ha probabilità di avere una frattura nel corso della vita (1 su 9 un cancro al seno…). L’Italia è il secondo Paese Europeo per incidenza di osteoporosi (14%) dopo la Germania (18%).
Non solo…

  • Si stima che l’osteoporosi colpisca 200 milioni di donne in tutto il mondo, in prevalenza donne in età peri/postmenopausale
  • 75.000.000 di persone: questa è l’incidenza dell’osteoporosi in USA, Europa e Giappone.
  • Nelle donne > 45 anni l’impatto dell’osteoporosi richiede un’ospedalizzazione più prolungata rispetto a molte altre malattie compresi diabete, infarto e tumore del seno

Rischio silente…

Una ricerca dell’International Osteoporosis Foundation (IOFhttps://www.iofbonehealth.org/), condotta in 11 paesi, ha evidenziato la frequente mancanza di consapevolezza del loro rischio nelle donne in postmenopausa, l’assenza di dialogo sulla malattia con il proprio medico e una diagnosi/trattamento spesso tardivi, quasi sempre dopo la prima frattura.

È difficile da riconoscere perché nella maggioranza dei casi e per lungo tempo rimane silente e asintomatica. Quando si manifesta lo fa improvvisamente. Con una frattura, in genere non giustificata da un trauma di significativa entità. E allora si rompono, nell’ordine:

  • Vertebre
  • Avambracci
  • Femori
  • Bacino

Pe non parlare dell’effetto domino, quando la frattura del bacino determina un maggior rischio di nuove fratture…

Perché le donne sono più a rischio?

Le donne sono a maggior rischio di osteoporosi rispetto agli uomini, perché:

 – Per costituzione noi donne abbiamo un minor massa ossea. In questo senso partiamo svantaggiate
 – Viviamo più a lungo e più degli uomini. Perdiamo sostanza ossea per un maggior numero di anni      
 – Entriamo in menopausa. Risentiamo del brusco calo della produzione ormonale di estrogeni, un fattore che determina l’alterazione del metabolismo osseo

La prevenzione a partire dall’alimentazione

Uno scheletro forte e sano si costruisce fin dalla prima infanzia e si mantiene nel tempo. Come? Attraverso le semplici e comuni norme comportamentali e con alcuni accorgimenti, soprattutto alimentari. È importante seguire una dieta equilibrata, sana e adatta alle proprie esigenze. Dovrà essere ricca di calcio e vitamina D, alleati e amici delle ossa. Ma è consigliata anche una costante attività fisica. A voi la scelta!

N.B. Non va dimenticato l’apporto del calcio che proviene delle acque minerali, come l’Acqua Uliveto.

Fonte:

Cristina