Andare in Pensione o continuare a Lavorare

È possibile ritirarsi e realizzarsi allo stesso tempo?

Nei corsi di formazione sul cambiamento, faccio spesso un gioco e chiedo ai partecipanti quale sogno nel cassetto hanno e cosa darebbero in cambio per vederlo realizzato. La motivazione a realizzare quel sogno è direttamente proporzionale al valore della merce di scambio. Insomma, se veramente vuoi qualcosa, gli ostacoli, reali o anche solo percepiti come insormontabili, alla fine diventato superabili.

A parte avere scoperto che moltissimi giovani vorrebbero aprire una masseria in Puglia, ho anche scoperto che il maggiore impedimento alla realizzazione di questi sogni è il lavoro che, da una parte, assorbe tutte le energie e, dall’altra, è, spesso, l’unica fonte di sostentamento, quindi impensabile rinunciarvi e rischiare nel tentativo di realizzare il proprio sogno. 

Se per vivere devo lavorare, per lavorare non ho più tempo da dedicare alla realizzazione dei miei sogni.  Così in molti aspettano di andare in pensione per fare quello che vogliono fare nel proprio intimo.

Ma è veramente così inevitabile questa equazione?

E poi, in quanti, una volta in pensione possono veramente dedicarsi ad aprire quel cassetto e far diventare un sogno un progetto? Pochi, pochissimi e una delle ragioni è che una volta in pensione ci si sente svuotati. Dopo aver dedicato la stragrande maggioranza della propria vita al lavoro, improvvisamente, ci si trova a dover riempire le ore di giornate troppo lunghe e, si sa, più tempo si ha più si rischia di essere dispersivi proprio perché si pensa di poter fare qualsiasi cosa “dopo”, ma soprattutto, manca la motivazione perché non si è abituati a colmare le ore della giornata.

Per diverse generazioni questo non è mai stato un problema femminile. Poche donne lavoravano fuori casa e la loro vita cambiava solo quando i figli, se ne avevano, uscivano di casa. Questo le ha rese naturalmente e da sempre, molto attive e non sperimentavano quel cambiamento drastico di passaggio dalla vita lavorativa alla pensione.

Tuttavia, negli ultimi 40 anni, le cose sono molto cambiate. Moltissime donne lavorano fuori casa gran parte della loro vita e la pensione può essere veramente vissuta come il momento in cui ci si può finalmente dedicare a realizzare ciò che non si è mai avuto il tempo di fare oppure, appunto, come uno strappo alla quotidianità.

La pensione come ultima fermata?

Andare in pensione dovrebbe essere considerato come il momento del riposo dopo aver lavorato tanto e tutta la vita eppure, in un certo senso fa paura proprio per le ragioni spiegate poco sopra e perché la si legge come l’ultima fermata mentre è la prima del secondo ciclo.

Quindi, alla domanda se andare in pensione o continuare a lavorare posso rispondere che dipende dall’ attitudine con cui decidiamo di intraprendere questo cambiamento e soprattutto cosa ce ne vogliamo fare di tutto il tempo in più che avremo.

Ci sono poi un paio di piccoli accorgimenti da mettere in pratica negli anni precedenti, proprio per non arrivare impreparati:

Il primo è che è assolutamente necessario arrivare all’età pensionabile flessibili di mente e di corpo.  Troppo spesso sento le persone lamentarsi di non sentirsi più in forma come qualche anno prima e, nella maggior parte dei casi, dipende da quanto tempo hanno dedicato alla cura delle proprie risorse fisiche e mentali. Per fare questo serve costanza e non tempo. Bastano, infatti, pochi minuti tutti i giorni da dedicare a una passeggiata, alla meditazione o anche solo a fare un po’ di stretching.

Il secondo accorgimento è mantenere viva la curiosità per nuovi apprendimenti. Leggere, viaggiare, andare a teatro o alle mostre. La cultura nutre quanto il cibo e, come in un circolo vizioso, siccome “l’appetito viene mangiando”, aumenta il desiderio di conoscere sempre più cose nuove.

Per entrambe queste piccole astuzie non servono né grandi possibilità economiche né di tempo, che sono gli alibi più utilizzati per non metterle in pratica. Tuttavia, il risultato è straordinario, provare per credere!

Possiamo, veramente, arrivare ad appendere le scarpe al chiodo centrati e pronti per la nostra seconda vita.

Alessandra Bitelli
Trainer & Coach
www.coach4change.it

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