Cisti alle ovaie: quali sono i sintomi?

Le cisti alle ovaie sono molto frequenti e quasi sempre benigne, ma possono costituire un campanello d’allarme se si formano in menopausa e post-menopausa. Ecco quali sono i sintomi a cui prestare attenzione.

Le cisti ovariche sono delle cavità o sacche che si formano nell’ovaio, di dimensioni variabili a contenuto liquido. Possono interessare una o entrambe le ovaie. Sono quasi sempre benigne e si formano più frequentemente nella pubertà e nell’adolescenza, quando la produzione ormonale da parte delle ovaie è irregolare. Sono più rare e possono essere un campanello d’allarme quando si presentano dopo i 40 anni o nel post-menopausa, poiché potrebbero essere di natura tumorale. Per questo motivo, è importante sapere quali sintomi possono comparire in presenza di cisti alle ovaie.

I sintomi delle cisti alle ovaie

Spesso le cisti ovariche sono asintomatiche e la loro presenza è scoperta casualmente nel corso di controlli effettuate per altri motivi. In altri casi, specie quando le cisti sono voluminose (oltre i cinque centimetri di diametro), possono comparire alcuni fastidi.  Tra i più frequenti:

  • senso di peso nella zona pelvica, in particolare nei giorni vicini al ciclo mestruale;
  • dolore anche intenso durante i rapporti sessuali (dispareunia);
  • senso di pressione e difficoltà a svuotare la vescica;
  • bisogno di urinare frequentemente;
  • aumento del volume dell’addome, visibile soprattutto nelle persone molto magre;
  • febbre;
  • irregolarità del ciclo mestruale;
  • stitichezza o diarrea.

Talvolta, le cisti si possono rompere o andare in contro a torsione. In questi casi, si manifesta un dolore improvviso e acuto ed è necessario rivolgersi tempestivamente a un medico.

L’importanza delle visite ginecologiche

Come abbiamo detto, spesso le cisti alle ovaie sono asintomatiche. Per questo motivo, è fondamentale sottoporsi a visite ginecologiche regolari che permettono di prevenire e intercettare in modo precoce la formazione di queste cisti.

La diagnosi avviene tramite un’ecografia, meglio se effettuata per via transvaginale. I casi più difficili da diagnosticare, rari in realtà, possono essere valutati anche con la risonanza magnetica (RM).

L’indicazione della terapia, sia di tipo medico che chirurgico per l’asportazione, dipende dalla valutazione dello specialista e dai risultati degli esami diagnostici effettuati. Cisti di natura benigna e asintomatiche, spesso, non richiedono alcuna terapia ma solo controlli ecografici, da ripetere eventualmente nel tempo, che ne provino la scomparsa.

Fonti:

Humanitas Salute

Istituto Superiore di Sanità

 

Elisabetta