Si tratta di una malattia cronica, definita “invisibile”, al pari del cancro, per due ragioni: nella maggior parte dei casi non dà sintomi e viene scoperta solo per caso e poi chi ne soffre non ne porta segni sul corpo…

La malattia di Crohn, detta anche Morbo di Crohn, è una malattia capace di rendere la vita difficile a chi ne soffre. A tal punto che in Italia è previsto il riconoscimento dell’invalidità civile. Ma cos’è esattamente? Si tratta di un’infiammazione cronica intestinale (una delle malattie conosciute con l’acronimo di MICI, Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali). Le cause che la provocano sono ancora sconosciute. Le cure definitive ancora mancano.

Cosa sappiamo della Malattia di Crohn?

Le cause della malattia non sono ancora note. Sappiamo che le cellule del sistema immunitario “attaccano” in maniera continua l’intestino. Ma quali sono i fattori capaci di scatenare questa infiammazione intestinale? Ad oggi sappiamo che possono essere:

  • Predisposizione genetica
  • Fattori ambientali
  • Fumo di sigaretta
  • Alterazioni della flora batterica intestinale
  • Alterazioni della risposta immunitaria

 

Quali sono i sintomi?

La malattia si caratterizza per una sintomatologia altalenante: periodi più o meno lunghi di benessere si alternano a periodi in cui la malattia si aggrava. Anche in maniera repentina. E allora compaiono i sintomi più comuni:

  • Dolori e crampi addominali
  • Diarrea cronica
  • Perdite di sangue miste alle feci
  • Perdita di peso
  • Febbricola
  • Debolezza

 

A volte si può manifestare anche con fistole a livello anale. Per una diagnosi certa si procede con la colonscopia per la visualizzazione dell’ileo e la biopsia intestinale.

Prevenzione e terapie

La prevenzione più efficace oggi, consiste nella diagnosi precoce della malattia. Si può fare attraverso degli esami del sangue, delle feci e un esame non invasivo dell’addome (ecografia o Tomografia Computerizzata (TC) o Risonanza Magnetica (RMN)).

La terapia immunosoppressiva e il controllo regolare permettono di tenere a bada la malattia di Crohn e la sua progressione nella maggior parte dei casi, per far sì che il paziente possa condurre una vita più regolare possibile.

 

Fonte Humanitas

 

Katia