La menopausa senza TOS è possibile!

Una donna alle prese con i sintomi del climaterio oggi potrebbe lamentarsi così: “Houston, ho un problema!”. Nell’aprile del 1970 gli esperti trovarono la soluzione per salvare la vita degli astronauti in missione. Esiste una soluzione per la sintomatologia del climaterio per le donne (un po’ “astronaute”) del III millennio?

Oggi la risposta alla sintomatologia della menopausa, per quelle donne che accusano disturbi invalidanti, non è necessariamente la TOS, la terapia ormonale sostitutiva, non gradita da tutte, ma gli alimenti funzionali, i nutraceutici (integratori alimentari). Per molte donne un atteso lieto fine, una bella soluzione resa possibile grazie alla ricerca scientifica.

Trovare una soluzione!

Nella storia della missione dell’Apollo 13 – magnificamente catturata nel film di Ron Howard – c’è un momento celebre in cui gli ingegneri alla base di controllo si trovano costretti a improvvisare un filtro per l’anidride carbonica, altrimenti gli astronauti a bordo del modulo lunare di ritorno sulla terra finiranno avvelenati dalle loro stesse esalazioni. Nel film il capo dell’equipe di tecnici mette sul tavolo un mucchio scombinato di oggetti di ogni tipo (una sorta di inventario di tutto il materiale disponibile sul modulo lunare): una tuta spaziale, barattoli, buste per le scorie, nastro adesivo, poi solleva in aria le due parti del filtro per l’anidride carbonica.  Combinando quei pezzi disparati gli ingegneri ottennero un sistema perfettamente funzionante, battezzato «la cassetta della posta», grazie al quale tutti gli astronauti tornarono a casa sani e salvi.
Un bel lieto fine, non c’è che dire!

La “cassetta della posta” per il climaterio

Una volta c’era solo una risposta alla sintomatologia della menopausa. Alternative non c’erano (a parte quella di soffrire in silenzio). Una volta bastava dire “TOS”. Il ragionamento era semplice: se gli ormoni con l’ingresso in menopausa vengono meno, vanno integrati.

Con la TOS, la terapia ormonale sostitutiva, succede proprio questo: si sostituiscono gli ormoni naturali, con quelli prodotti in laboratorio. Si tratta quindi di una terapia farmacologica a tutti gli effetti. Ma proprio perché farmacologica non è adatta a tutte. Non adatta, ad esempio, per le donne che hanno avuto o sono a rischio di sviluppare il tumore alla mammella o all’endometrio. Ma non solo: la TOS non può essere assunta in presenza di malattie cardiovascolari e tromboemboliche o familiarità con queste patologie. Insomma, i limiti non mancano…

Una bella alternativa arriva dalla nutraceutica

La ricerca scientifica medica da qualche decennio si è concentrata sul potere curativo delle piante. Ma come garantire un effetto sicuro partendo da principi attivi delle piante? Le evidenze scientifiche permettono di fare una prima importante differenza. Curarsi con un integratore non vuol dire ingoiare una manciata di erbe messe dentro una capsula. Integratore vuol dire – dovrebbe voler dire quantomeno – efficacia curativa dimostrata e dimostrabile. Allora uno dei modi per fare un acquisto consapevole è quello di tener conto della valenza scientifica e della ricerca che sono dietro ad un prodotto (anche perché oggi non è facile districarsi tra i tanti prodotti in vendita nelle farmacie…).

A noi piace Remifemin!

Siamo ormai circondati da integratori di tutti i tipi. Tutti buonissimi e sicuri. Ma come la mettiamo poi sul piano dell’efficacia? Funzionano davvero? È giusto allora chiedersi: a cosa devo prestare attenzione prima di fare l’acquisto?

In questo campo ha mostrato notevoli risultati, in termini di efficacia e sicurezza, l’estratto dal rizoma di Cimicifuga racemosa, commercializzato come prodotto con il nome di Remifemin®.

Circa 700 autorevoli pubblicazioni nella letteratura internazionale basate su studi clinici e preclinici, studi in vivo e studi in vitro, hanno dimostrato che assumendo la dose consigliata di Remifemin (2 compresse al giorno) si riducono notevolmente i disturbi vasomotori e psichici.

In particolare:

  • Dopo due mesi di terapia, Remifemin migliora complessivamente la sintomatologia vasomotoria e psichica nell’ 86% delle donne; nel dettaglio, riduce l’insonnia nel 76,8%, le vampate nell’ 86,6%, il nervosismo nell’ 85.6% e le palpitazioni nel 90,4%;
  • Dopo 3 mesi di trattamento, riduce del 69% l’intensità delle vampate severe, del 68% l’intensità della sudorazione profusa severa e del 46% i disturbi d’ansia.

 

Niente male come risultati, vero? La menopausa del resto, è una specie di missione, che ha anche i suoi rischi, una specie di Apollo 13 del III millennio. È bello allora sapere che dall’altra parte c’è qualcuno che ci aiuta ad atterrare sane e salve 😉

 

Fonti:

– “Menopausa, salute e qualità di vita: non solo vampate”, abstract del Webinar

Intervento video del dottor Marco Gambacciani (novembre 2020), Segretario della Società Italiana di Menopausa (SIM)

Libro citato

Dove nascono le grandi idee. Storia naturale dell’innovazione di Steven Johnson

 

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Cristina