La scelta del Sale, una Scelta di Salute!

Marino, Integrale, delle Hawaii, dell’Himalaya… Ma cosa metti nell’acqua della pasta?

In un tempo lontano era così prezioso che i soldati dell’antica Roma venivano retribuiti con il sale (di qui la parola salario). Non è un caso che veniva definito “oro bianco”. Ma oggi, con tutto questo imbarazzo nella scelta, che sale decidiamo di mettere a tavola?

La scelta del sale, una volta era più semplice…

Una volta era tutto più semplice. Il sale era solo uno. Oggi è facile invece rimane perplessi davanti allo scaffale che ospita tutte le tipologie di sali in commercio. Confezioni di sale che arrivano da ogni angolo di mondo (Himalaya, Hawaii), dal mare ma anche dalle grotte. Per non parlare del fatto che il sale oggi lo si trova anche in farmacia, al pari di un medicinale…

Indubbiamente il sale fa bene. Allora impariamo a conoscerlo meglio, sarà più facile così scegliere quello più adatto alle nostre esigenze.

  • Sale raffinato

Quello che compriamo un po’ tutti. Anche se le cose stanno cambiando e cresce la sensibilità verso questo “optional” delle nostre cucine. Il sale raffinato è bianchissimo (colore ottenuto tramite procedimenti industriali in cui vengono aggiunti sbiancanti) e, di conseguenza, poverissimo dei sali minerali che fanno bene al nostro organismo e alla nostra salute.

Come il pane bianco, il riso, la pasta, le farine dei cereali, anche il sale da tavola raffinato viene privato di minerali essenziali per il corpo, ed ha anche una minore sapidità rispetto al sale integrale marino (che ci porta ad usarne di più).

  • Sale marino integrale

A differenza del sale raffinato, il sale marino integrale è un misto di minerali ed oligoelementi depositati su un cristallo di cloruro di sodio evaporato naturalmente col calore del sole. Il sale marino integrale possiede già naturalmente lo iodio, uno iodio “vivo” combinato in modo naturale al cristallo di sale e diverso da quello usato per la vendita del sale iodato.

Questo tipo di sale mantiene molti minerali indispensabili al nostro metabolismo, oltre allo iodio, calcio, magnesio, potassio, ferro, rame, fluoro, manganese, zinco, etc. Al tatto può risultare umido e grumoso, il suo colore ha diverse diverse tonalità che variano dal bianco al grigio (sale marino grigiastro).

  • Sale dell’Himalaya

Lo si riconosce con facilità per il suo colore rosa.

  • Sale iodato

Il sale iodato, che di base è costituito da sale raffinato, è un sale che è stato trattato chimicamente e al quale è stato aggiunta una dose di iodio.

  • Gomasio

Si tratta di una valida alternativa al sale, che forse mette tutti d’accordo. Il gomasio si ottiene tostando semi di sesamo e aggiungendo sale marino integrale. Lo si trova anche in commercio arricchito di alghe. Ricco di calcio, ferro, vitamina A, vitamina B.

La giusta dose

La quantità di sale consigliata dalla FAO  (Food and Agriculture Organization of the United Nations) e dal WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità) è di 5/6 grammi al giorno, ma il consumo medio di sale è più alto: si arriva a circa 30 gr al giorno a testa…

Non pariamo solo del sale che aggiungiamo alle pietanze, ma anche di tutto quello che ingeriamo senza rendercene conto. Il sale si nasconde in molti alimenti: salumi, pane, biscotti, prodotti da forno, snack, salse pronte, alcuni tipi di burro, formaggi, precotti e surgelati, pasta pronta, frutta secca industriale, scatolame etc.

(Fonte notizia)

Cristina

(Credits immagine)

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