Ella & John – Il film sulle scelte coraggiose che si fanno con l’età (in questo caso la Quarta Età)

Quanto è difficile ancora oggi parlare di vecchiaia? Molto. Per questo ci è piaciuto molto l’ultima pellicola di Virzì, Ella & John (con Helen Mirren e Donald Sutherland). Un piccolo capolavoro dedicato alla quarta età (generalmente tra i 75 e i 90 anni).

Iniziamo subito con il dire che se avete visto il trailer, avete già riso tutte e 3 le volte (o poco più) previste dalla sceneggiatura. Non è un film da ridere questo, ma un film per riflettere su questa età della nostra vita, oggi una conquista diffusa, visto che il nostro Paese è tra i più longevi del mondo, con una media che supera gli 83 anni (negli Stati Uniti è 78).

Che fare quando non ci riconosciamo più? Quando la memoria se ne va? Quando non ricordiamo più neanche la nostra età? Quella dei nostri figli? Il nome del nostro compagno?

Ella si arrabbia con John, suo marito, tutte le volte che non ricorda il suo nome, quando non riconosce i loro figli, ma soprattutto si arrabbia con lui per avergli portato via il “suo” John… Lei lo rivorrebbe.

Tutti, giunti a quesa età vorrebbero forse tornare indietro: giovani, scattanti e brillanti, senza neanche un dolore. E invece i ricordi riusciamo a rivederli mentre passano davanti ai nostri occhi, proprio come diapositive sbiadite sullo schermo della memoria.

Il tema è più che mai attuale, considerato anche che con l’aspettativa delle nostre vite che si è allungata (l’età media in Italia è di oltre 83 anni), è tutto un gran parlare delle nuove malattie associate proprio alla degenerazione mentale (vedi Alzheimer, demenza senile, etc.).

Virzì, con una bella dose di coraggio, ci svela tutta la verità, fino alla fine, quando arriva la scelta di Ella (anche lei, lo scopriamo lungo il film, sta male). Perché il vero protagonista di questa pellicola, così come era successo per un altro film dove i protagonisti erano due ottantenni, Amour è l’amore, e non le paure (ben rappresentate dal figlio, ormai adulto, della coppia). Solo che è in una forma a cui non siamo abituati, e noi italiani anche per questioni religiose.

La metafora per condurci in questo viaggio, il loro camper, che ha un nome carico di significato “The Leisure Seeker “, ovvero cercatore di svago, piacere, lo stesso che portava la famiglia giovanissima lungo vacanze spensierate.

Il pretesto di questo film (se non lo trovate più nelle sale, regalatevi il DVD, ne vale la pena!) ci offre la possibilità di parlare di prevenzione, in particolar modo dello scudo (e della lente) migliore, il checkup periodico, ma anche lo stile di vita che sappia pensare in anticipo anche all’invecchiamento, non solo quello fisico, anche mentale.

Cristina