Esattamente quando (e perché!) ci siamo convinte che la secchezza vaginale in menopausa sia “inevitabile” e “naturale”? Dovremmo invece imparare ad affrontare l’atrofia vulvo vaginale e tutte le sue conseguenze nello stesso modo in cui affrontiamo le vampate di calore. Ovvero di petto!

Ne soffriamo in tante. Anche se facciamo ancora fatica ad ammetterlo. E infatti soltanto 1 donna su 4 chiede un consulto al proprio medico quando si tratta di atrofia vulvo vaginale. Perché lo stesso imbarazzo non c’è se il problema sono le vampate di calore e le sudorazioni notturne?

La secchezza vaginale merita tutta la nostra attenzione, a maggior ragione visto che non si tratta di un sintomo passeggero. Due cose ci teniamo a sottolineare…

1) Soffrire di atrofia vaginale non è obbligatorio

2) Di atrofia vulvo vaginale si guarisce SOLO se ci si cura

La vagina è un indicatore del nostro stato di salute

Al pari della temperatura corporea che ci allerta quando c’è un’infezione virale in corso, la vagina ci avvisa se qualcosa non va. Per farlo ha anche una “sentinella”; è il pH vaginale, una barriera naturale (grazie ai lattobacilli). Ma il pH non è sempre lo stesso, cambia con il cambiare delle condizioni, età compresa. Con l’ingresso in menopausa diventa minore di 4.5, fino ad arrivare ad oltre 6, nelle donne in postmenopausa. Anche a causa di questi cambiamenti, il tratto urogenitale diventa particolarmente esposto…

I sintomi dell’atrofia vaginale

La sintomatologia dell’atrofia vaginale ha poche cose in comune con le vampate: soprattutto il fatto che da sola non passa. Al contrario: se non curata, l’atrofia peggiora.

I sintomi non sono solo quelli che si evidenziano durante i rapporti sessuali (dispareunia), ma interessano tutto il tratto urogenitale: si avranno quindi sintomi urinari, come frequenza, urgenza, nicturia, disuria, incontinenza e infezioni. Oltre alla sintomatologia sessuale: scarsa lubrificazione, ridotto desiderio, scarsa eccitazione, deficit orgasmico e alterata soddisfazione sessuale.

La menopausa, come un’opportunità

Che i problemi si chiamino vampate, disturbi del sonno, osteopenia o atrofia vulvo vaginale, c’è una soluzione per tutto. Coltiviamo allora una sempre maggiore consapevolezza, da una parte ascoltando il nostro corpo, dall’altra parlando con il medico e la nostra ginecologa. Questo al fine di trovare la soluzione più congeniale alle nostre esigenze, visto che le soluzioni davvero non mancano. Persino ad azione locale, come segnalato dalla Società Internazionale della Menopausa (International Menopausa Society):

La secchezza vaginale può essere migliorata con semplici lubrificanti, ma il migliore e più logico trattamento dellatrofia uro-genitale è lutilizzo di estrogeni e androgeni per via locale. Questa è una scelta sicura, efficace e con poche controindicazioni.

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Fonte: International Menopausa Society