La storia che veniva raccontata alle donne che entravano in menopausa era quella di un periodo della vita un po’ sfigato: fatto di perdita, carenze e malattie. Oggi, nella cultura del III millennio, la menopausa è altro. Siamo pronte a farci portatrici di questo nuovo racconto, di questa nuova versione di noi stesse? Siamo pronte a goderci una ritrovata qualità della vita, compresa quella sessuale?

Conoscete l’inglese Lawson Tait (1845-1899?). Dovreste, visto che è considerato uno dei padri della ginecologia. La giornalista Rose George, anch’essa inglese, in un suo articolo (The Guardian) riporta il pensiero (drastico) del dott. Tait in fatto di donne e menopausa, ovvero che:

(…) la soluzione al “disagio dovuto dal climaterio” fosse quella di rinchiudere le donne.
(‘the solution to “climacteric discomfort” was to lock women up’)

La storia è cambiata!

La menopausa prima veniva raccontata come un periodo della vita un po’ sfigato: fatto di perdita, carenze e malattie…  Oggi, nella cultura del III millennio, la menopausa è altro.
Le donne oggi sono quasi “invitate” a vivere questa nuova versione di se stesse: fatta di nuove sfide ricche di opportunità. E senza sacrificare il benessere sessuale.

Atrofia vulvo vaginale. Prendiamo il toro per le corna!

Ma si fa presto a dire benessere considerati i problemi che nascono dalla carenza di estrogeni.

Uno di questi, la vulvo-vaginite atrofica, che fa parte della sindrome genito-urinaria, è responsabile di tanti disturbi in post menopausa. Ecco una piccola lista:

  • Sintomi vulvo-vaginali: secchezza, irritazione, prurito, dispareunia, dolorabilità e sanguinamento vaginale durante i rapporti, etc.
  • Sintomi urogenitali: urgenza minzionale, incontinenza da stress, difficoltà ad urinare (disuria), pollachiuria, etc.

Dovremmo allora, senza indugi, essere capaci di parlarne sia dal medico che dalla ginecologa. Il primo passo per trovare la soluzione che fa al caso nostro. Ma riusciamo davvero a parlarne? Mhm…

Se è vero che sono tante le donne che soffrono di atrofia vulvo vaginale, sono meno – molte meno – quelle che ne parlano con la stessa naturalezza che si usa quando si parla di vampate. Ed il fatto che non siano i ginecologi stessi a tirare in ballo per primi l’argomento, non aiuta. Ma i sintomi dell’atrofia uro-genitale nel frattempo non passano da soli e peggiorano…

Gli androgeni per il benessere uro-genitale

La “miccia” che dà il via alla sintomatologia menopausale, è il calo della produzione di estrogeni. Da li in poi iniziano un po’ di cambiamenti, più o meno dolci, che interessano anche il nostro apparato uro-genitale.

Ma il nostro benessere uro-genitale non dipende solo dagli estrogeni. Anche gli ormoni androgeni, prodotti anche questi dalla donna in età fertile, contribuiscono al mantenimento del trofismo e della funzionalità della sfera sessuale e dei genitali femminili e sono coinvolti anche in tutte le fasi della risposta sessuale e nella stimolazione del desiderio.
Con l’invecchiamento, anche questi ormoni subiscono una drastica riduzione…

La terapia locale: il DHEA ci viene in soccorso
Oggi abbiamo a disposizione l’equivalente sintetico del DHEA (deidroepiandrosterone), che in età fertile la donna produce grazie alle ghiandole surrenali, è uno steroide naturale che agisce attraverso un meccanismo mediato dagli estrogeni per costruire il numero di cellule superficiali e intermedie nella mucosa vaginale.

Con l’invecchiamento anche il DHEA subisce una drastica riduzione, ma può essere efficacemente sostituito a livello locale. In questo modo penetra nelle cellule vaginali e viene trasformato intracellularmente in piccole quantità specifiche per cellula di estrogeni e di androgeni.

Il DHEA facilita inoltre la crescita della flora batterica, abbassando il pH vaginale per renderlo più vicino a quello fisiologico.

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https://www.ondaosservatorio.it/progetti-onda/intimita-di-coppia-e-benessere-intimo-in-menopausa/


Fonti
:
 – The Guardian – “Ciò che la scienza non sa della menopausa: a cosa serve e come trattarla