Una mia carissima amica che vive in campagna e che ora è in pensione ha a un orto bellissimo. I suoi peperoni e le sue zucchine sono prelibati. Per non parlare dei pomodori! Ogni volta che vado a trovarla mi autorizza a scorrazzare nell’orto e a prendere quello che voglio. Lei non tocca nulla, men che mai i pomodori. Oggi vi vogliamo parlare dell’allergia al nichel.

E sì, perché si è portati a pensare che sia un metallo presente solo nelle monete, negli orecchini e nei bracciali e invece no: si tratta di un metallo presente anche nei legumi, asparagi, broccoli, nelle verdure a foglia verde, così come nel cioccolato!

Perché succede e come si manifesta?

L’allergia al nichel dipende da quello che potremmo definire un malfunzionamento del sistema immunitario, che porta ad una manifestazione esagerata di difesa: la più comune è lo sfogo cutaneo, proprio nella parte esposta al contatto con il nichel: ci si riempie di bollicine che a loro volta portano prurito. Ma non solo, visto che potrebbero verificarsi anche sintomi gastrointestinali.

Che si fa in questi casi?

Intanto va fatta la diagnosi, per mezzo di uno specifico test (il patch test), per capire la natura dell’allergia da contatto. Più difficile invece determinare la sindrome sistemica da allergia al nichel, legata all’alimentazione. In questo caso determinarla è più complesso. Il test in questo caso è detto di “provocazione”, e viene somministrato il nichel puro (sotto forma di pastiglie) in condizioni controllate, con tanto di personale pronto ad intervenire in caso di reazione allergica.

La terapia

Va evitata ogni forma di contatto, in caso in cui questo avvenga accidentalmente, si potrà intervenire nell’immediato con la crema a base di corticosteroidi.

Per l’alimentazione andranno evitati tutti quegli alimenti che contengono nichel.

C’è anche un vaccino, anche se il termine è inappropriato. Perché in realtà si tratta di una terapia lunga, definita di “desensibilizzazione”, che consiste nell’assunzione di nichel (sempre in compresse), che ha come scopo quello di riportare l’organismo a ripristinare la giusta risposta a questo metallo.

Katia

 

(Fonte Ok Salute)