Scrivere fa bene alla salute! 

Di certo oggi non vi parliamo di una cosa nuova, perché che scrivere fa bene lo sappiamo. E, proprio come per la lettura, anche in questo noi donne siamo più portate rispetto agli uomini.

Da giovanissime un po’ tutte noi abbiamo custodito il diario personale (con o senza lucchetto). Un diario che nel tempo si è trasformando (oggi è più facile usare un’app sullo smartphone). Ma la sostanza resta la stessa: mettere nero su bianco, assecondando questo processo che sa tanto di terapia – attività curativa, che deriva dal “tirare fuori”, sia il vissuto che le emozioni, attraverso parole – ci ha aiutato in diverse occasioni della nostra vita.

Scrivo dunque sono

Una grande scrittrice, Isabel Allende ha detto che la scrittura è una lunga introspezione, una lenta meditazione. Già, perché è questo che si fa quando si scrive: quello che facciamo mentre scriviamo è cercare di capire, di capirci…

Nel farlo, inevitabilmente prendiamo coscienza, cresciamo. Questo perché la scrittura è un vero e proprio atto di coscienza!

Non è un caso che in genere ne sentiamo il bisogno nei momenti più delicati, difficili, duri della nostra vita. La scrittura è come l’olio che aiuta a sciogliere un ingranaggio bloccato: quando un trauma viene portato fuori, grazie alla parola scritta, qualcosa li dentro si sblocca.

Per questo è usata anche come terapia, la scrittura terapeutica, ed è usata proprio come strumento per l’autocura.

E se la praticassimo come un’attività fisica?

E che succederebbe se scrivessimo con la stessa costanza che ci porta in palestra per la nostra sessione di pilates? Diciamo 3 volte la settimana. Non sarebbe una cattiva idea considerato che è dimostrato che esprimere in questo modo le nostre emozioni ha effetti benefici anche sulla nostra salute fisica.

Il romanzo autobiografico? L’intera storia della mia vita? Perché no, visto che è così benefico! Con questa scusa magari un giorno potrebbe nascere tra di noi una nuova Isabel Allende 😉

Al di là del futuro successo (che auguriamo a tutte!), si tratta di un modo per dedicare del tempo e dello spazio (vi ricordate il messaggio del libro della Woolf, in Una stanza tutta per sé?) ai propri sentimenti, alle proprie emozioni e, anche se sole, per trovare la forza per rialzarsi e ripartire.

Katia

ps Del resto l’idea alla base di questo blog nasce proprio da questo: provare a trovare una soluzione, che fosse anche terapeutica, a questo periodo di passaggio 😉

 

(Credits immagine: https://lh6.googleusercontent.com/-_ZSX2PErxE8/V3w0fe56nuI/AAAAAAAAA2c/qpmjMfqk2pkR8kaw6kvtCIBDjeEGz1emwCL0B/w660-h330-no/Edmund%2BBlair%2BLeighton%2B-%2BDonna%2Bche%2Bscrive%2B.jpg)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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