Non so voi, ma io associo la gotta alla rivoluzione francese. Non sono tanto i famosi croissant di Maria Antonietta, una delle micce che saltare lo status quo, quanto la gotta, che affliggeva i nobili tanto ricchi quanto ingordi, che mi rimanda a quel periodo storico fatto di parrucche e di finti nei. Ma davvero la gotta è un problema ancora oggi. Pare proprio di sì. Impariamo allora a tenerla lontana dalle nostre vite allora.

Una malattia vecchia come… la rivoluzione francese!

Oggi la situazione, seppur notevolemente cambiata, non la vede completamente debellata.

I dati parlano chiaro:

Per quanto riguarda la gotta, la prevalenza nella popolazione generale è compresa tra lo 0,5% e l’1% (almeno 300.000 pazienti in Italia) (Fonte: Ministero della Salute).

Tutta colpa delle purine!

Ma cosa sono? L’acido urico è il prodotto finale del metabolismo delle purine, acidi nucleici che vengono prodotti sia dal corpo, sia introdotti mediante l’alimentazione.

Se in eccesso l’acido urico può depositarsi nelle articolazioni causando attacchi di artrite (la gotta appunto).

Nell’uomo, i valori di acido urico nel sangue non dovrebbero superare i 7 mg/dl, mentre nella donna i 6,5 mg/dl, mentre sappiamo che con valori inferiori ai 5mg/dl è impossibile soffrire di artrite gottosa, così come nelle donne prima della menopausa.

Prevenire la gotta con una dieta povera di purine: gli alimenti da limitare

Ai pazienti che soffrono di gotta si consiglia di ridurre l’introito di purine mediante l’alimentazione, per evitare di aumentare ulteriormente i livelli di acido urico nel sangue e il suo conseguente deposito nelle articolazioni e di aumentare l’apporto di acqua per favorirne l’escrezione renale.

Ma quali sono gli alimenti da evitare? Ovvero quelli che hanno un alta e media concentrazione di purine? Eccoli:

  • Pesce azzurro (per esempio sarde, acciughe, aringhe)
  • Frattaglie (fegato, animelle, rognone, cervello)
  • Carni (estratti e sughi inclusi)
  • Pollame
  • Crostacei
  • Salumi
  • Legumi
  • Asparagi
  • Spinaci
  • Frutta secca a guscio
  • Funghi
  • Cavolfiori
  • etc.

 

Attenzione anche al consumo di alcolici – soprattutto la birra e i superalcolici – perché favoriscono l’aumento di acido urico e ne ostacolano l’espulsione attraverso l’attività renale.

Gli alimenti che si possono consumare

Possono invece essere consumati i prodotti come:

  • Formaggi (meglio se magri)
  • Latte
  • Uova
  • Verdure
  • Ortaggi
  • Pasta e altri cereali (da preferire quelli non integrali ed escludendo le germe di grano).

 

È bene poi bere molta acqua, anche superando i due litri al giorno, per favorire una corretta espulsione di acido urico, e mantenere il peso forma, anche grazie a una costante attività fisica.

 

Elisabetta