I falsi miti sul tumore al seno e l’importanza della diagnosi precoce

Qui a MenopausaPiù siamo delle convinte sostenitrici della prevenzione: quindi periodicamente andiamo a fare i controlli di rito: visita ginecologica, visita senologica, etc.. E se qualcuna di noi salta l’appuntamento, un’altra provvede a ricordarglielo (con le buone maniere, s’intende! ; )

Ma siamo anche convinte che gli allarmismi siano non solo inutili, ma anche controproducenti. Anche se è vero che alle volte è difficile non preoccuparsi… Magari per un sintomo comparso all’improvviso. È successo a me, qualche settimana fa. Un dolore strano, al seno sinistro, dove da tempo “alloggia” una piccola cisti, che ovviamente controllo periodicamente.

Come prima cosa, prima ancora di fissare un appuntamento per il controllo di rito dal mio medico, ho fatto un giro sul sito che è tra le fonti più accreditate in materia, il sito della Fondazione Veronesi.

Ed ecco che cosa ho scoperto:

Il grande killer

Il tumore del seno è ancora oggi considerato fra i maggiori big killer per la donna. Si tratta infatti della neoplasia più diffusa tra le patologie che colpiscono il gentil sesso.

Conoscere il nemico per sconfiggerlo

Per vincerlo, oltre alla prevenzione e alla diagnosi precoce, è importante conoscerlo bene, e questo vuol dire conoscere i sintomi. Quelli veri però. Con l’obiettivo di eliminare i falsi miti che ancora resistono. Ecco i più diffusi:

Falso mito n. 1 – Il dolore

Si crede che un trauma (quello a seguito di un urto, ad esempio), il dolore, così come un volume importante del seno siano i fattori che più di altri sono responsabili dell’insorgenza di un tumore del seno.

Niente di più sbagliato! Visto che le forme iniziali di tumore non provocano nessun tipo di dolore. Solo lo 0,4% del dolore al seno è da ricondurre a lesioni maligne. Il più delle volte invece il dolore è dovuto a quelli che sono dei normali e naturali fluttuazioni ormonali, sia quelle durante il ciclo mestruale che quelle dovute all’ingresso in menopausa (il mio caso).

L’aspetto positivo di questo falso mito è che il dolore si rivela un amico. Perché insospettite, molte di noi vanno proprio a fare un controllo medico. Ed è questa predisposizione al checkup, che ci aiuta ad intercettare il tumore, proprio quando è all’inizio.

Falso mito n. 2 – La mastopatia fibro-cistica (noduli al seno) porta al tumore

Benché la mastopatia fibro-cistica (nodularità diffusa in entrambe le mammelle) sia una condizione piuttosto comune, soprattutto fra i 25 e i 45 anni, questa non aumenta il rischio di tumore.

Anche in questo caso possiamo riscontrare un lato positivo, visto che la presenza di noduli al seno ci porta a fare dei controlli periodici, e quindi una sana prevenzione.

Falso mito n. 3 – L’ago aspirato fa male

L’agoaspirato non favorisce nel modo più assoluto la diffusione di cellule tumorali. Al contrario. Si tratta di una indagine necessaria per una corretta definizione della natura della lesione.

Falso mito n. 4 – I marcatori predicono tutto

I marcatori CEA e CA 15.3 sono poco utili, soprattutto per la diagnosi precoce, considerato che sono riscontrabili quando la patologia è già in fase molto avanzata.

Falso mito n.5 – Il deodorante e la ceretta fanno venire il tumore

Né i deodoranti né la ceretta alle ascelle sono correlati allo sviluppo di un tumore al seno.

A cosa allora va prestata attenzione?

«A qualsiasi variazione del tessuto mammario. Sono importanti un nuovo nodulo nella mammella o sotto l’ascella, un gonfiore del seno o di una parte di esso, una irritazione della pelle del seno o un arrossamento nella zona capezzolo». Questa la risposta che ci fornice Francesco Schittulli, senologo-chirurgo e presidente della LILT.

Ed aggiunge che va prestata attenzione anche a «Dimensioni e forma del seno o un dolore nella zona capezzolo o diffuso in tutto il seno».

Ma falsi (o veri) miti a parte ciò che sempre si raccomanda è la diagnosi precoce e la prevenzione attraverso l’autopalpazione al seno e regolari screening ecografici e mammografici.

Fonte:

 

Cristina

 

(Credits foto: https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/oncologia/tumore-al-seno-quando-serve-il-bisturi-preventivo)