Depressione femminile : cause e cure possibili

Nella vita di una donna ci possono essere diversi momenti difficili da affrontare come la depressione in menopausa.
 Gli stati depressivi che una donna deve affrontare durante la propria vita, possono essere diversi, alcuni da attribuirsi ad esempio, alla comparsa della prima mestruazione, altri alla gravidanza, e si tratta di livelli di diversa intensità.

L’umore depresso riguarda spesso un breve periodo che serve alla donna per “metabolizzare” la nuova condizione fisica oppure sociale.

La depressione è un sintomo che non è legato solo a problemi fisici, ma anche ad eventi esterni, come la perdita di una persona cara, i figli che crescono e diventano autonomi e se ne vanno di casa, il pensionamento, ecc. Tutti fattori che vanno monitorati per evitare di cadere in una vera e propria sindrome depressiva.

Cos’è la sindrome depressiva?

La sindrome depressiva è caratterizzata da un periodo piuttosto lungo determinato dall’umore depresso, che porta spesso all’apatia, non solo ad uno stato d’ansia, ma anche di perdita di interessi verso qualsiasi forma di attività.

Questo stato include anche altri sintomi: perdita di appetito, insonnia, irritabilità, stanchezza, senso di inadeguatezza e senso di disperazione.

Una persona depressa è una persona negativa, che si lascia sopraffare da pensieri negativi, una persona che diventa vittima dei sensi di colpa, e che considera la propria vita priva di senso, troppo dolorosa da vivere.

Quale percorso deve fare una persona depressa?

Prima di tutto, una persona depressa deve riuscire a riconoscere questo suo stato e quindi deve lasciarsi aiutare, deve mostrare la volontà di uscire dalla sindrome depressiva per poter iniziare un percorso terapeutico con un adeguato supporto psicologico.

In quali casi di manifesta lo stato depressivo?

Lo stato depressivo si manifesta nelle donne in menopausa chirurgica, nelle donne in cattivo stato di salute, nelle donne con disfunzioni tiroidee, nelle donne che hanno avuto un episodio depressivo prima della menopausa o che hanno sofferto di depressione nel post-partum ma anche nelle donne sole o in una cattiva e “malata” relazione di coppia.

Chi può fornire una valutazione?

Il medico o il ginecologo possono fornire una valida valutazione della condizione psicologica della donna.

Disturbi cognitivi: deterioramento cognitivo

Oltre ad incidere in maniera negativa e devastante a livello psicologico, menopausa e post-menopausa in primis, possono arrecare disturbi alla memoria, quali l’indebolimento ed anche difficoltà di concentrazione. Non è un caso infatti, che la depressione sia un fattore che precorre il deterioramento cognitivo. A subirlo sono circa il 5% delle donne raggiunti i 60 anni: calo di memoria, difficoltà di orientamento nello spazio-tempo. La percentuale supera il 10% nelle donne con oltre 75 anni.

L’Alzheimer nelle donne

L’Alzheimer, prima forma di demenza senile, è più frequente nelle donne rispetto agli uomini, si stima infatti il rapporto 3:1. Il motivo sarebbe da attribuire alla carenza di estrogeni che favorisce l’evoluzione dei processi che sono alla base di questa patologia.

La donna che vuole proteggersi, nella fase iniziale della menopausa, può scegliere la Terapia Ormonale Sostitutiva.
 La TOS (Terapia Ormonale Sostitutiva) è ritenuta, al giorno d’oggi, l’unica terapia veramente efficace nella cura della sindrome climaterica(vampate, sudorazioni, insonnia etc.), nella prevenzione dell’osteoporosi e in generale nel mantenimento di un buon equilibrio psicofisico

La terapia deve essere personalizzata e iniziata al più presto: in questo modo si riescono a sfruttare tutti i benefici del rimpiazzare gli ormoni che l’organismo non produce più con sostituti farmacologici.

Come mantenere inalterate le funzioni psicologiche e mentali

Tutti quante le donne (e non solo), vorrebbero avere un “cervello sempre in forma”, un cervello capace, brillante, risolutivo, pronto sempre ad affrontare qualsiasi situazione, e per farlo occorre mantenere una buona salute generale anche attraverso controlli periodici.
Fondamentale è seguire uno stile di vita corretto, fatto di sane e buone abitudini, anche alimentari e avere la fortuna di possedere una vita familiare serena fatta di relazioni appaganti e soddisfacenti.
Aiuta anche coltivare passioni, interessi, avere hobby e praticare sport e proprio quest’ultimo infatti stimola la “neurogenesi” cerebrale, ovvero un continuo e costante rinnovamento di cellule nel cervello.
 Chi pratica sport, oltre a restare in forma, migliora anche i rapporti interpersonali, la socializzazione e vive una vita più felice.

 

Katia

 

(Credits immagine: http://2.citynews-today.stgy.ovh/~media/original-hi/67641669848488/20170920_144903_3bd42c62-2.jpg)