L’ingresso in menopausa non può essere una scusa per abbassare la guardia sui livelli di glicemia. A maggior ragione se non c’è un limite di età per avere limiti di glicemia nella norma e quindi per stare lontane non solo dal diabete, ma anche dalla condizione di prediabete

Il prediabete rappresenta una condizione ad alto rischio per lo sviluppo di diabete: ogni anno il 5-10% dei soggetti con prediabete progredisce ad una condizione di diabete e secondo l’American Diabetes Association, il 70% dei soggetti con prediabete alla fine è destinato a sviluppare il diabete.

Non c’è limite d’età per tenere a bada i livelli di glicemia nel sangue

La condizione di normoglicemia non ha limiti di età ed è reversibile. Obesità e ipertensione sono le chiavi di accesso, diciamo pure la “corsia preferenziale”, verso il diabete. Tenere sotto controllo questi nemici della salute può portare le persone, anche oltre i 60 anni, a livelli normali di glicemia.

È uno studio recente a dimostrarlo, pubblicato su Journal of Internal Medicine: alle oltre 900 persone con più di 60 anni affette da una condizione di prediabete e seguite per 12 anni, è stato sufficiente modificare lo stile di vita per ottenere risultati importanti: dal perdere peso al tenere sotto controllo la pressione sistolica. Ottenendo un risultato finale molto incoraggiante:

  • Il 22% di loro è tornato ad una condizione di normoglicemia
  • il 13% è progredito a diabete franco

 

“E’ il primo studio – commenta il primo autore, Ying Shang del Karolinska Institutet (Svezia), ad aver descritto la storia naturale del prediabete in una popolazione anziana. I risultati della nostra ricerca suggeriscono che anche le persone anziane possono tornare ad una condizione di normoglicemia grazie alla perdita di peso e ad un buon controllo della pressione arteriosa”.

I dati del prediabete dovrebbero allarmarci…

Nel 2017 il numero dei soggetti con prediabete nel mondo veniva stimato intorno ai 352 milioni (7,3% della popolazione totale); un numero che le proiezioni per il 2045 danno in drastica crescita, fino a 587 milioni, pari all’8,3% della popolazione.

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Elisabetta